



Mostre del festival 2026
Alla terza edizione, il Festival della Fotografia Italiana costruisce in Casentino un percorso espositivo ampio e diffuso, in cui la fotografia diventa strumento di indagine e di relazione con i luoghi, le comunità e le domande del presente. Il tema 2026, Riti e Visioni. Tra Spirituale e Materiale, attraversa gesti, simboli e pratiche – collettive e intime – mettendo in dialogo ciò che appartiene alla materia e ciò che riguarda la dimensione interiore.
Fulcro dell’edizione è la mostra centrale CORPO A CORPO, ospitata presso il CIFA – Centro Italiano della Fotografia d’Autore – di Bibbiena e curata da Denis Curti: un nucleo espositivo che orienta l’intero impianto del Festival e ne definisce la direzione culturale.
Accanto alla mostra principale, il territorio del Casentino accoglie ulteriori progetti espositivi dislocati tra Bibbiena, Poppi e Pratovecchio Stia, in sedi storiche e spazi eterogenei, secondo un modello che invita il pubblico a muoversi tra paesi e luoghi simbolici.
La mostra L’abito fa il monaco, curata da Antonio Maraldi, allestita presso il castello dei Conti Guidi, a Poppi, indaga la presenza di religiose e religiosi nel cinema e nella fiction italiani degli ultimi decenni.
All’interno del programma trovano spazio anche i lavori selezionati attraverso le call Percorsi – Dal progetto al libro fotografico e Nuovi Sguardi, dedicate rispettivamente alla valorizzazione dei progetti editoriali e alle nuove generazioni di fotografi, offrendo visibilità a ricerche e linguaggi contemporanei.
Le mostre del Festival sono numerose: invitiamo a esplorare le pagine dedicate alle singole esposizioni per conoscere sedi, autori e dettagli del programma.
Tutte le mostre sono ad ingresso libero, tranne L’abito fa il monaco, ubicata presso il castello dei conti Guidi a Poppi.
Mostre special del festival
L’edizione 2026 del Festival della Fotografia Italiana offre una ricca articolazione di sguardi d’autore di varia vocazione, con nomi d’eccezione: tra questi, Guido Harari propone una selezione di impareggiabili ritratti di celebrità nazionali rappresentative di ogni ambito culturale, dall’arte alla scienza: Giorgio Armani, Roberto Benigni, Dario Fo, Rita Levi Montalcini, Vasco Rossi e Bebe Vio; la mostra L’abito fa il monaco. Porporati e preti, suore e frati nel cinema e nella fiction italiani degli ultimi decenni a cura di Antonio Maraldi su cinema e televisione; Fabrizio Tempesti con Pachamama. Il respiro della Terra ci invita a immergerci nel mondo della terra e dell’agricoltura toscana narrandoci le donne che mantengono una profonda connessione con i ritmi naturali e, infine, Chiara Innocenti con Torneranno le lucciole?, opera vincitrice del Premio MUSA per fotografe 2025, ci invita a farci custodi della memoria collettiva, ascoltandola e preservandola.
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