

3° FESTIVAL DELLA FOTOGRAFIA ITALIANA – 2026
Il Casentino torna a diventare una grande piattaforma culturale dedicata alla fotografia d’autore: tra giugno e settembre, tre mesi di mostre, incontri e progetti speciali diffusi tra Bibbiena, Poppi e Pratovecchio Stia, in un territorio dove paesaggio, storia e comunità costruiscono un contesto unico di visione e ascolto.
L’edizione 2026 del Festival della Fotografia Italiana, ideato e promosso da FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche –, si sviluppa intorno al tema Riti e Visioni. Tra Spirituale e Materiale: un’indagine sul modo in cui i rituali, intimi o collettivi, e le forme della spiritualità attraversano la vita contemporanea, i gesti, i luoghi, i corpi e le immagini. La fotografia diventa strumento di interpretazione, capace di avvicinare ciò che è visibile e ciò che resta implicito, la materia e la dimensione simbolica, il quotidiano e l’invisibile.
Il Festival propone un percorso espositivo e culturale che prende forma tra spazi storici e sedi inaspettate, affiancando alla visita delle mostre un programma di talk, incontri, visite e attività formative. Un’esperienza pensata per chi ama la fotografia, ma anche per chi cerca un’occasione di crescita culturale e un modo diverso di attraversare il territorio.
Il sito completo è in arrivo. A breve online il programma, le mostre e tutte le informazioni per partecipare.
TEMA DEL FESTIVAL 2026:
RITI E VISIONI. TRA SPIRITUALE E MATERIALE
Come si può rappresentare il sacro in fotografia? La dimensione del sacro in sé si direbbe invisibile e intangibile, e dunque difficile da tradurre in termini visivi, ma l’esperienza terrena di ciò che è spirituale, religioso o mistico è certamente interpretabile dal medium fotografico.
Nondimeno, la sfera del sacro è infinitamente più ampia e pervade persino la realtà più prosaica. Il sacro può essere rappresentato come trascendente rispetto al reale o come immanente a esso; o in forma di opposto, come il profano e il materiale; può manifestarsi come complementare, tangente o deviante dall’ortodossia religiosa, come ad esempio nel caso della superstizione o della magia; infine, può confluire in un’opera consapevolmente desacralizzante e/o provocatoria, o al contrario sacralizzante, innovando la tradizione iconografica.
In un’era di consumismo e di caduta degli dei, permangono ovunque nel mondo estremismi religiosi ma anche forme di spiritualità e devozione sorprendenti. La tensione tra cielo e terra ci ha accompagnato lungo i millenni fino a oggi ed è stata trattata da tutte le arti.
Oggi, la fotografia può narrare tanto la sfera del sacro e dello spirituale quanto la sua negazione, oppure ricercare una conciliazione dei due opposti mediante qualsiasi linguaggio fotografico, di stampo documentario, creativo-artistico o concettuale.
Claudia Ioan
Premio Editoriale Mariæ Nivis 1567 – EDIZIONE 2026
La FIAF comunica la sospensione, per il 2026, del bando del Premio Editoriale Mariæ Nivis 1567, che riprenderà regolarmente nel 2027.
La sospensione è legata agli importanti impegni organizzativi della FIAF nel 2026, tra cui il Festival della Fotografia Italiana e la fase conclusiva del progetto nazionale “Agrosfera”, con una grande mostra prevista a settembre 2026 a Bibbiena.

