


Chiara Innocenti
VINCITRICE PREMIO MUSA PER FOTOGRAFE 2025

TORNERANNO LE LUCCIOLE?
Opera vincitrice Premio MUSA per fotografe 2025
In un mondo che si muove a una velocità insostenibile per il ricordo, la domanda “Torneranno Le Lucciole?” si fa testimone di una profezia che ancora risuona. Se Pasolini con la metafora della scomparsa delle lucciole denunciava la perdita di un’autentica identità culturale soffocata dal consumismo e l’opera di Tosatti suggeriva la rinascita di una nuova luce dalle ceneri del passato, questo progetto si inserisce in questo dialogo e propone un’azione concreta.
L’opera si fa custode di un patrimonio in via di dispersione: quello della memoria collettiva. Non si limita a osservare, ma invita a intervenire, a riaccendere le piccole, luminose luci della nostra storia. Le lucciole non sono più solo un simbolo di nostalgia, ma il valore intrinseco dei racconti e degli insegnamenti degli anziani, considerandoli non solo testimoni di tradizioni ma veri e propri custodi di un’eredità che connette passato e futuro.
La ricerca artistica trascende la pura rappresentazione visiva, attivando la memoria attraverso un dialogo multisensoriale e intimo. Le fotografie, nate dalla condivisione, non sono mero documento, ma soglie che si fondono con la concretezza dei materiali suggeriti dai racconti: un profumo, una consistenza, un fruscio. È in questa alchimia tra l’immagine e l’oggetto sensibile che la conoscenza orale si àncora, sottraendosi alla liquidità del tempo.
Il progetto è un manifesto sulla lentezza della condivisione, unica possibilità per salvare un patrimonio culturale immateriale. è un invito a rallentare, ad ascoltare e a riconoscere il valore intrinseco di ogni generazione. È un’opera che ci ricorda che il nostro patrimonio non si trova solo nei monumenti, ma nei fili invisibili dei racconti che, se non preservati, rischiano di svanire, spegnendo per sempre le piccole, luminose luci della nostra storia.
Lavoro composto da 15 polittici: pannelli e immagini digitali
I pannelli sono opere artigianali a tiratura pezzo unico concepite come strutture di salvaguardia sinestetica del patrimonio orale. Hanno uno sviluppo tridimensionale e sono realizzati impiegando materiali originali antichi. La fotografia anch’essa originale è elevata da un doppio sistema di contenimento: una cornice in legno e una base di appoggio, entrambe trattate con foglia oro.
L’utilizzo della foglia oro enfatizza il valore intrinseco della memoria orale e la sua natura riflettente sebbene statica richiama la luce delle lucciole, simboleggiando la persistenza della conoscenza oltre l’usura del tempo.
Questa configurazione realizza una sinestesia della memoria. Integrando materiali e immagine si attiva così percezione tattile, olfattiva e acustica.
di Chiara Innocenti
biografia
Nata e cresciuta al Girone, nei pressi di Firenze, ho sviluppato fin dalla giovane età una profonda sensibilità e una percezione del mondo che trascende la razionalità comune. Questa prospettiva distintiva mi ha guidato naturalmente verso il linguaggio visivo come principale mezzo di espressione e di indagine.
Dopo aver conseguito la laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie, ho riscoperto e coltivato con determinazione la mia innata passione per la fotografia. Ho trovato nella macchina fotografica uno strumento con cui tradurre e comunicare la mia visione unica del mondo. Dal 2019, ho intrapreso un percorso intensivo nel campo della fotografia, dedicandomi alla formazione e alla produzione di racconti visivi. Il mio lavoro è volto a esplorare e condividere la mia interpretazione della realtà, invitando l’osservatore a un viaggio introspettivo e a una riflessione personale.
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