DIPARTIMENTO GIOVANI FIAF

L’edizione 2026 del Festival della Fotografia Italiana vede nuovamente la partecipazione dei giovani autori Under 35 con la loro interpretazione del tema dell’anno incentrato sulla ricerca del sacro, del religioso e dello spirituale nel mondo contemporaneo in cui vivono immersi.
La selezione dei lavori proposti in esposizione è firmata in prevalenza da giovani Tesserati FIAF e da alcuni studenti universitari dell’IID – Istituto Italiano di Design di Perugia, con cui per il secondo anno è stata attivata una collaborazione nel corso dell’Anno Accademico 2025-26.
Durante questo periodo, è stato condotto da Claudia Ioan, Direttrice del Dipartimento Giovani FIAF, con la collaborazione di Silvia Ricci, un articolato Percorso Formativo Laboratoriale che ha fornito ai partecipanti strumenti e competenze fotografiche, momenti di analisi e declinazione del tema del Festival, valutazione di lavori di ispirazione di grandi autori contemporanei, e infine supporto per la realizzazione di un progetto fotografico individuale dall’idea alla mostra, inclusa l’elaborazione delle modalità di allestimento. Ogni partecipante ha espresso la propria visione nella più completa libertà di scelta di generi e linguaggi visivi, e l’esperienza si è dimostrata arricchente umanamente e artisticamente parlando.
Gli Autori Under 35 in mostra per la Sezione DiG sono: Martina Biancarini, Camilla Bolzoni, Francesco Chimento, Elena Fondacci, Francesco Maria Gagliardoni, Rosita Giardino, Tommaso Ricci, Matteo Silvestrini.

Con Memorie invisibili, Martina Biancarini esplora il senso di immanenza segreta del bosco, attribuendo agli alberi una dimensione sacrale che l’ambientazione notturna concorre a rendere onirica eppure visibile allo sguardo interiore.

Camilla Bolzoni si reca nel Santuario di Caravaggio, luogo di pellegrinaggio religioso che attrae incessantemente pellegrini di ogni età, alla ricerca di momenti di preghiera individuale e partecipazione ai riti religiosi collettivi.

Nel suo Viaggio di ritorno a casa, Francesco Chimento si interroga su ciò che ci sarà riservato una volta oltrepassato il confine della permanenza terrena, e su quale sia il destino dell’anima. In una progressione dalla cadenza inesorabile, è narrata la dissoluzione della materia del corpo e lo sprigionarsi della sua energia interiore, che può tornare idealmente a un spazio cosmico originario in cui nulla si crea ma nulla si distrugge.

In Rituali dello Sport, Elena Fondacci indaga i gesti, le pratiche e gli amuleti portafortuna che accompagnano i momenti che precedono la competizione sportiva. Mettendosi in gioco insieme ai suoi coetanei nella loro qualità di atleti, l’autrice rileva le differenti modalità di propiziarsi la fortuna facendo appelli a gesti rituali (e a volte alla religione) che stimolano la concentrazione e che fanno parte integrante della pratica sportiva.

Con la sua Liturgia del cemento, Francesco Maria Gagliardoni reinterpreta il Cantico delle Creature di San Francesco in chiave contemporanea, come forma di ricerca necessaria della natura, della vita e della sua spiritualità immanente e trascendente insieme.

In Tra Sacro e Profano: le maschere zoomorfe, Rosita Giardino indaga in Molise e Abruzzo i riti del Carnevale che affondano le loro radici nell’antichità pagana, con forme di celebrazione via via assimilate dal cristianesimo, ma pur sempre sospese in una dimensione di limine tra umano, animale e spirituale.

Con Extra Mœnia, Chiara Lomarini affronta le nuove tendenze nel rapportarsi con la morte attraverso pratiche commemorative innovative proprie del nuovo millennio. Nascono oggi, infatti, nell’industria funeraria soluzioni creative che rivoluzionano il senso della memoria e del legame con chi non c’è più.

Nella Religione del Denaro, Tommaso Ricci riflette su come nella società contemporanea alla religione e alla sua iconografia legata alla Trinità si sia sostuita la dominazione del Dio Denaro, che sembra schiacciare e piegare al suo servizio ogni aspetto del nostro vivere: società, economia, politica.

Infine, nella Nuova Domenica, Matteo Silvestrini affronta le modalità ibride della domenica contemporanea all’interno della nostra società, in bilico perenne tra religione praticata o mercificata e i riti collettivi legati al consumismo.

di Claudia Ioan

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