



CORPO A CORPO
La terza edizione del Festival della Fotografia Italiana a Bibbiena espande i propri confini, muovendosi tra il rigore del documento e il calore dell’espressionismo per approdare a un’indagine sulla spiritualità. Attraverso la decostruzione di tabù e il racconto di spedizioni etnografiche, il percorso espositovo trasforma la magia liturgica e la superstizione negli unici ancoraggi capaci di esorcizzare l’angoscia del post-umano.
In questo itinerario, scandito e narrato da serrati dialoghi tematici, la mancanza di risposte certe consente alla fotografia di trasformarsi in strumento di comunione identitaria. La percezione per immagini, costantemente messa in dubbio, infrange ogni fruizione passiva per caricarsi di sacralità e rivelare una bellezza segreta, nata dalla fusione tra il reale e la sfera animista. Ogni scheggia visiva — sia essa un fascio luminoso nel buio, la trama di un oggetto antico o un volto rapito dall’estasi — allude al raggiungimento di una dimensione altra.
Ogni autore presente in mostra alimenta così la possibilità di un legame con ciò che da secoli permane nelle zone d’ombra del sapere. Tracciando il profilo di luoghi che sono adattamenti dello spirito, la mente si tramuta in un campo di battaglia dove fede e scetticismo si sfidano a duello. Immergersi in questa esposizione ineffabile richiede di aprire il cuore all’ignoto. Cedere allo sgomento si rivela un atto di coraggio capace di scardinare la retorica sull’imponderabile e aprire la strada a una consapevole responsabilità verso l’essenza collettiva.
di Denis Curti
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