



FABRIZIO TEMPESTI

PACHAMAMA
Il respiro della terra
Nel 2009, mentre attraversavo l’altopiano andino in Perù, improvvisamente mi si è presentata davanti agli occhi la scena di un’anziana donna con il volto solcato, forse non tanto dall’età quanto dalla fatica, dal sole e dal vento di quelle altitudini. Era in mezzo ad un gregge di centinaia di alpaca, aveva le braccia e le mani alzate in atteggiamento di preghiera, in segno di riconoscenza verso la dea Pachamama per averle permesso di portare a termine la transumanza senza perdere nemmeno un capo di bestiame. Pachamama è la madre terra, venerata ancora oggi dai popoli delle Ande in Sudamerica, è la generosa dea della natura, dell’agricoltura, della fertilità, della fecondità e dell’abbondanza, madre protettiva e che nutre, fonte di vita. “Le cime dei monti sono i suoi seni, i fiumi il suo latte di vita e i campi sono il suo fertile grembo”. Tre anni fa ho iniziato a cercare in varie parti della Toscana donne – le nostre “Pachamama” – che hanno cura della terra, che vivono in armonia con i ritmi naturali, che operano con responsabilità ambientale, con rispetto verso gli animali allevati, contribuendo anche alla sicurezza alimentare. Sono figure femminili che lavorano in agricoltura, nella pastorizia, nell’apicoltura, comunque a stretto contatto con la natura e che da essa prendono anche ispirazione per attività artistiche o trovano energia e consapevolezza di loro attraverso pratiche mistiche ed ancestrali. Questo viaggio all’interno della Toscana mi ha svelato la storia di tante “Pachamama” con i loro vissuti, le loro preoccupazioni ma anche con le loro tante speranze. Sono donne con un’incredibile forza, resistenza e tenacia. Grazie a loro ho conosciuto la cura della terra, l’amore materno per gli animali, il legame profondo con la ciclicità delle stagioni e dei raccolti che la globalizzazione e il consumismo ci costringono a dimenticare, sostituendoli con l’incessante linearità della produzione a discapito della qualità e della genuinità. Questa serie di immagini non si può considerare il punto d’arrivo, bensì la partenza per un nuovo percorso individuale, che generi riflessioni e un maggiore impegno su temi di impellente attualità quali il cambiamento climatico, l’abbandono delle campagne e della montagna, il dissesto idrogeologico, la tutela della filiera agroalimentare, la mancanza di aiuti per i giovani che scelgono di intraprendere un lavoro nel mondo rurale e, non ultima, la ricerca di forme didattiche alternative “sul campo” per educare le nuove generazioni alla conoscenza e al rispetto della natura.
di Fabrizio Tempesti
biografia
Fabrizio Tempesti è nato e risiede a Prato. Si avvicina alla fotografia negli anni del liceo (‘68) ma inizia a fotografare con impegno e stampare il bianco e nero nel 1977, anno di iscrizione al Fotoclub Il Bacchino BFI di Prato. Dopo le prime ammissioni arrivano numerosi premi ad importanti concorsi valevoli per la statistica della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF). È animatore di significative attività culturali, direttore del Dipartimento Manifestazioni FIAF e Consigliere Nazionale per 9 anni, attività che gli valgono le onorificenze BFI ed ESFIAP. Nel maggio 2013 gli viene conferita anche quella di IFI (Insigne Fotografo Italiano).
Alcune sue pubblicazioni sono: Reperti Industriali (1982); Prato, Città di Mercanti (1983); I sassi acuti della Calvana (1993); Il tempo dei cento colpi (1996); Storie diverse di gente comune (2014); L’ombra della luce (2019); Kepos, un giardino che pulsa a ritmo del cuore (2022); Pachamama, il respiro della terra (2025).
Sue fotografie sono state esposte nelle collettive e inserite nelle relative pubblicazioni Un Paese unico, Italia fotografie (Alinari, 1997); Immagini del gusto (FIAF-Slow Food, 2005 e FIAF, 2008); Passione Italia, Una giornata Italiana (FIAF, 17 marzo 2011); Tanti per tutti, viaggio nel volontariato italiano (FIAF, 2016); La Famiglia in Italia (FIAF, 2018); Ambiente Clima Futuro (FIAF, 2022).
Alcuni suoi lavori sono risultati finalisti all’importante manifestazione nazionale “Portfolio Italia” ed esposti al Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena: Casa di guerra (2013); Manichini della Moda (2° premio ex aequo nel 2014). Una sua fotografia è esposta nella Galleria a Cielo Aperto a Bibbiena, Città della fotografia.
Nel 2015 è uno dei dieci Testimonial Samsung per il progetto della FIAF Tanti per Tutti, viaggio nel volontariato italiano e nel 2016 la Federazione Italiana Associazioni Fotografiche lo nomina Autore dell’Anno FIAF.
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