


GUIDO HARARI

ITALIANS
Frutto di una progettualità di ampio respiro che ha attraversato l’ultima fase del Novecento per espandersi anche nel nuovo Millennio, una selezione tratta da ITALIANS di Guido Harari approda nel centro storico di Stia, trasformandosi in un’installazione di grande impatto visivo. E così, campeggiando su facciate di edifici di prestigio, i volti di Giorgio Armani, Roberto Benigni, Dario Fo, Rita Levi Montalcini, Vasco Rossi e Bebe Vio ci colpiscono per intensità d’espressione e maestria nella realizzazione.
ITALIANS germina da una collaborazione con Beppe Severgnini in occasione della fortunata trasmissione RAI “Italians, cioè Italiani”, durante la quale il giornalista intervistò trenta personaggi celebri di nazionalità italiana, appartenenti a vari ambiti; contestualmente, Guido Harari li fotografò all’interno di un set predisposto in RAI.
Successivamente, Harari ha proseguito nel suo progetto, ampliandolo nel tempo fino a trasformarlo in una sorta di archivio di tutte le personalità, affermate ed emergenti, che hanno lasciato il proprio segno indelebile nella scienza, nella cultura e nelle arti, nello sport, nel cinema, nella moda e nella musica, concorrendo a portare alta la bandiera del nostro Paese in tutto il mondo. ITALIANS narra magistralmente la Storia d’Italia attraverso i suoi protagonisti, e identifica anche i personaggi che scriveranno il nostro futuro. Nei ritratti di Guido Harari, in bianco e nero e a colori, si svelano tratti unici della personalità dei soggetti fotografati: ogni ritratto è uno scambio, un dialogo unico e irripetibile tra chi fotografa e chi è fotografato. Nelle parole dello stesso Guido Harari: “Nei ritratti come nella vita, il momento giusto è all’improvviso. C’è un picco di attenzione durante uno shooting. In una progressione che ci porta ad immergerci in un mondo altro, si produce e sostiene un livello massimo di concentrazione, di produzione di emozioni. Presto si instaura il silenzio di una comunicazione telepatica, non verbale. Una modalità di incontro non intellettuale, totalmente emozionale”.
di Claudia Ioan
biografia
Guido Harari è nato al Cairo, in Egitto, il 28 dicembre 1952.
I suoi genitori abitavano al Cairo e si sono trasferiti a Milano quando Guido aveva appena quattro anni.
Per Guido la passione per la musica e quella per la fotografia sono nate pressoché contemporaneamente, nella seconda metà degli anni Cinquanta, quando lui rimase vittima (consenziente) della rivoluzione del rock and roll, e decise di adottare la fotografia (introdotta in casa da suo padre, fotoamatore) per fissare la memoria dei suoi interessi musicali.
Il 24 giugno 1965 Guido Harari aveva appena 12 anni e riuscì a convincere sua madre a portarlo al Velodromo Vigorelli per assistere (munito di una Zeiss) a un concerto epico, quello dei Beatles. Un mese dopo, decise (in totale autonomia) di andare a intervistare Shel Shapiro, leader di un gruppo inglese, i “Shel Carson Combo” che avevano appena cambiato nome in “The Rokes”. E quell’intervista rappresentò la molla che lo convinse a continuare.
La sua passione per la fotografia si è sviluppata così di pari passo con quella per la musica, ispirato dapprima dall’iconografia delle copertine dei dischi, e poi dal lavoro di fotografi come Jim Marshall, Annie Leibovitz, David Gahr, Barry Feinstein, Jean-Pierre Leloir. Nei primi anni Settanta ha avviato la duplice professione di fotografo e di giornalista musicale, contribuendo a porre le basi di un lavoro specialistico sino ad allora senza precedenti in Italia.
Dal 1973 in poi ha firmato le copertine degli album tra i più grandi musicisti nazionali ed internazionali, come Kate Bush, David Crosby, Bob Dylan, B.B. King, Ute Lemper, Paul McCartney, Michael Nyman, Lou Reed, Simple Minds e Frank Zappa, oltre ai lavori per Dire Straits, Duran Duran, Peter Gabriel, Pat Metheny, Santana e altri ancora.
In Italia ha collaborato soprattutto con Claudio Baglioni, Andrea Bocelli, Angelo Branduardi, Vinicio Capossela, Paolo Conte, Pino Daniele, Fabrizio De André, Eugenio Finardi, Ligabue, Mia Martini, Gianna Nannini, PFM, Vasco Rossi, Zucchero e la Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Muti. È stato fotografo ufficiale dei più prestigiosi tour di artisti internazionali.
Ha collaborato sin da subito con riviste come Ciao 2001, Giovani, Gong, Rockstar, Rock & Folk, SportWeek, L’Uomo Vogue e tante altre. Nel tempo ha esplorato e approfondito anche il reportage, il ritratto istituzionale, la pubblicità e la moda.
Ha ritratto grandi fotografi che lo hanno ispirato come Duane Michals, Richard Avedon, Sebastião Salgado, Helmut Newton, Paolo Pellegrin, Steve McCurry, Letizia Battaglia, Ferdinando Scianna, Nino Migliori, Gianni Berengo Gardin, Mario Giacomelli.
Dal 1994 è membro dell’Agenzia Contrasto. Ha realizzato mostre e pubblicato numerosi libri illustrati.
Nel 2011, dopo essersi trasferito ad Alba, ha fondato Wall Of Sound Gallery, la prima galleria fotografica italiana interamente dedicata alla musica ed una casa editrice di cataloghi e libri in tiratura limitata dedicate alla Musica.
Ad Alba ha conosciuto la sua compagna, Cristina Pelissero, imprenditrice vitivinicola.
Dopodiché si è inventato anche la “Caverna Magica”, una camera allestita con un set fotografico. Qui, su prenotazione, chi lo desidera può essere ritratto da Harari e ricevere una stampa Fine Art in formato 30×42 cm, firmata dall’Autore.
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