IVO SAGLIETTI

Deir Mar Musa

Le fotografie esposte in mostra raccontano del dialogo possibile e necessario tra le religioni e gli uomini attraverso l’esperienza comunitaria dell’antico monastero siro antiocheno Deir Mar Musa el-Habasci (San Mosè l’Abissino), luogo di ospitalità e di scambio interreligioso cattolico e musulmano abbarbicato sulle montagne della Siria.
La comunità è stata fondata dal gesuita Padre Paolo Dall’Oglio, sequestrato nel 2013, dopo lo scoppio della guerra civile in Siria, e di cui non si è mai più avuta alcuna notizia. Con Padre Paolo, Ivo Saglietti – laico e ateo – aveva instaurato una profonda amicizia e comunione di spirito, ampiamente ricambiati. 
I monaci fotografati da Ivo Saglietti sono uomini e donne di diverse chiese e di diversi Paesi, che sperimentano quotidianamente le difficoltà e la ricchezza della diversità, dimostrando che Dio è uno e si può vivere insieme nella sua fede, indipendentemente dalla religione che si professa. Il bianco e nero intenso di questo lavoro, che documenta dall’interno la vita della comunità nel suo quotidiano, ben rappresenta il contrasto di luci e ombre di due mondi in perenne conflitto ideologico, che nell’enclave di Deir Mar Musa el-Habasci trovano invece un luogo di dialogo e di costruttivo confronto.
Il racconto fotografico su Deir Mar Musa ha dato luogo a due pubblicazioni: Sotto la tenda di Abramo (Ed. Peliti, 2004) e Ritorno a Deir Mar Musa. L’utopia di Padre Paolo Dall’Oglio pubblicato da emuse nel 2023 e nel 2026 arricchito con la traduzione in inglese e una nuova introduzione.


biografia

Ivo Saglietti nasce a Tolone nel 1948.
Trascorre l’adolescenza ad Alba. Nel 1968 è a Torino, studente di Scienze Politiche in quegli anni turbolenti e inquieti, impegnato politicamente nel Movimento. Qui inizia la propria attività come cineoperatore, producendo alcuni reportage a sfondo politico e sociale. Nel 1975 inizia a occuparsi di fotografia, lavorando nelle strade e nelle piazze della contestazione. 
Nel 1978 si trasferisce a Parigi, dove, grazie all’amicizia con Mario Dondero, affina la sua conoscenza fotografica ed entra in contatto con il mondo del fotogiornalismo. Da qui iniziano i suoi viaggi come Reporter-Photographe, dapprima con agenzie francesi, in seguito per conto di agenzie americane e per le grandi riviste internazionali (Newsweek, Der Spiegel, Time, The New York Times), per i quali copre in assignement situazioni di conflitto in America Latina, Medio Oriente, Africa e Balcani. Nello stesso tempo inizia a lavorare su progetti a lungo termine, a cominciare da Il Rumore delle Sciabole, reportage dal Cile di Pinochet (1986-1988), da cui il suo primo libro fotografico. 
Nel 1992 conquista il premio World Press Photo con un servizio su un’epidemia di colera in Perù; nel 1999 la menzione d’onore allo stesso concorso per un reportage sul Kosovo e, nel 2011, per una fotografia su Srebrenica, Bosnia.
Nel 2000 diviene membro associato dell’agenzia fotogiornalistica tedesca Zeitenspiegen Reportagen.  
Guidato da un profondo senso etico, nel tempo si orienta sempre di più verso progetti fotografici di lunga durata, che gli permettono di raccontare le storie in modo più personale, articolato e meno condizionato dalle esigenze e dalle richieste dei settimanali.
Tra questi si ricordano il reportage che ripercorre la via degli schiavi dal Benin alle piantagioni di canna da zucchero della Repubblica Dominicana e di Haiti; quello sulle tre grandi malattie da infezione (aids, malaria e tubercolosi); quello che racconta del dialogo possibile tra le religioni attraverso l’esperienza comunitaria dell’antico monastero siro antiocheno di Deir Mar Musa el-Habasci e infine a quello sulle frontiere nel Mediterraneo, del Medio Oriente e dei Balcani. Ha esposto le sue fotografie in importanti sedi, in Italia e all’estero. Tante le sue pubblicazioni, tra cui Ritorno a Deir Mar Musa. L’utopia di Padre Paolo Dall’Oglio (emuse, 2023 e 2026) e un testo autobiografico corredato di un’ampia serie di immagini, Lo sguardo inquieto. Un fotografo in cammino (Postcart, 2021), a cura di Federico Montaldo.
Dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 2023, è stata fondata l’Associazione Archivio Saglietti APS, con sede a Genova, con lo scopo di diffondere e divulgare la sua opera, e, più in generale, la fotografia di reportage a sfondo sociale e civile.
www.archiviosaglietti.it

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