



MICHELE BORZONI
Inshallah – Comunità cristiane in Medio Oriente
Oggi la fotografia è più che mai indispensabile strumento per la conoscenza della realtà. Viviamo d’immagini, osservatori compulsivi di ciò che ci circonda perché il mondo, vicino e lontano, intimo o globale è fonte inesauribile di stimoli visivi. Eventi e notizie sembra si possano (ri)conoscere solo se ne esiste l’immagine. Afferriamo le molteplicità del mondo in una frazione di secondo, con un colpo d’occhio pensiamo di sapere cosa stia realmente avvenendo al di là di un oceano e con la stessa rapace voracità, un istante dopo, ci catturano nuovi eventi di altri mondi. Tecnologie, sempre più sofisticate e domestiche, ci consentono di essere immersi nel flusso continuo di queste immagini.
Cosa apprendiamo davvero nel breve istante in cui guardiamo una fotografia? Può sorprenderci, emozionarci ma davvero indurci a riflettere? È la sfida della fotografia documentaria contemporanea, quella che Michele Borzoni raccoglie con questo lavoro, Inshallah – comunità cristiane in Medio Oriente. È un progetto al quale ha dedicato più di tre anni del suo impegno, con viaggi mirati per ogni Paese, senza mai confonderli, per non confondersi. Scandendo ogni permanenza come fosse un capitolo a sé stante, ha abitato i luoghi dell’indagine, concentrato sulla morfologia umana e geografica del territorio, per osservare la condizione attuale delle comunità che vivono là, dove il Cristianesimo ha avuto origine.
L’approccio è riflessivo. Introduce ogni luogo con immagini di paesaggi perfette, equilibrate, capaci di comprendere la natura stessa del territorio affidandosi alla scelta della luce, all’attesa di quella migliore che possa rendere allo spettatore l’atmosfera che lui stesso ha colto. Un progetto nato dal desiderio del viaggio, della scoperta, interpretati dall’autore con rigore formale, mai empatico, sempre distaccato dagli eventi e sottoposto alla necessità della costruzione narrativa in cui le manifestazioni e i riti collettivi ottengono la stessa rilevanza degli ampi scenari, nell’intento di restituire un racconto che affidi a elementi diversi la responsabilità della rappresentazione. L’indagine è approfondita attraverso la ripresa di momenti di vita privata, ritratti d’interni e gesti quotidiani che, come una punteggiatura, accompagnano lo spettatore a guardare ogni scena dove tutto è silenziosamente vita, mosaico di particolari che raccontano storie.
Solo se si guarda con pazienza, senza fretta, percependo atmosfere e scrutando dettagli, si ottiene la propria personale visione.
Un invito all’osservazione, capace di indurre la riflessione.
di Renata Ferri
Un viaggio attraverso sette paesi, dalla Turchia all’Egitto, alla ricerca delle ultime comunità cristiane in Medio Oriente. Circa il 5% della popolazione del Medio Oriente è cristiana e nel XX secolo questa percentuale si è ulteriormente ridotta a causa di vari fattori, tra cui la crescente instabilità della regione. Il progetto mira a indagare ciò che rimane in quei luoghi, sacri per i cristiani, ma anche per le altre religioni del Libro, dopo anni di emigrazione e divisioni all’interno della stessa Chiesa. Inshallah è un termine usato nel mondo islamico, ma è comune anche nelle comunità cristiane arabe del Medio Oriente. Inshallah in arabo significa “se Dio vuole”.
biografia
Michele Borzoni è nato nel 1979 a Firenze. Nel 2006 Si diploma a New York, presso l’International Center of Photography in Documentary Photography and Photojournalism Program. Vincitore della Tierney Fellowship 2009 e del Primo Premio Singles People in the News del World Press Photo 2010, mentre nel 2012 viene selezionato da Photo District News come uno dei “30 new and emerging photographers to watch”. Membro fondatore del collettivo di fotografia documentaria TerraProject Photographers di cui fa parte dal 2006. Con il progetto “Workforce”, un’indagine sul mercato del lavoro in Italia, vince il Premio Gabriele Basilico nel 2019. Le sue opere sono state esposte in mostre collettive e personali tra cui il Maxxi Museum di Roma, Institute du Monde Arabe a Parigi, Complesso del Vittoriano a Roma e alla biennale di FotoIndustria organizzata dalla Fondazione MAST di Bologna.
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